Marcel Proust e il tempo perduto e ritrovato

10072013125532_sm_4558

Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Marcel Proust, lo scrittore francese più tradotto e diffuso al mondo ed uno dei più importanti della letteratura europea del Novecento. In quest’occasione, mi preme ricordare "Il tempo ritrovato", il settimo e ultimo volume della sua celebre opera "Alla ricerca del tempo perduto" e precisamente la parte in cui Proust espone ciò che pensa riguardo agli scrittori, i quali, osservando se stessi in profondità, sono capaci di scrivere il loro libro vero, essenziale, il più autentico.

 

E il libro vero, dice ancora Proust, non nasce di certo dalla gioia, dalla luce, bensì dall’oscurità e dal silenzio. Io mi trovo molto d’accordo perchè considero la scrittura (la poesia e non solo) il mio mezzo naturale di espressione, di ricerca e conoscenza di me stessa per infine tradurre con le parole, ciò che trovo e conosco. Ed ecco che Proust dice che il lettore, quando legge un libro (il libro vero appunto), non fa altro che leggere se stesso perchè il libro medesimo diviene una lente di ingrandimento con cui il lettore può scrutare meglio dentro di sè fino a portare alla luce, ciò che da solo non sarebbe molto probabilmente riuscito a scorgere. Tempo fa scrissi un brano dedicato alla lettura, (dal titolo "La lettura è libertà", presente qua nel mio blog) e c’è un passo in particolare, in cui affermo che i libri mi prendono per mano e mi conducono fuori e dentro di me, in quei luoghi che da sola forse, non potrei raggiungere….i buoni libri mi fotografano in profondità, rinvenendo un pò delle tessere del mio mosaico e così, più leggo e più imparo a conoscermi…e ogni libro che accumulo amplia il divario tra come sono oggi e come ero ieri, senza tuttavia perdermi di vista e accostandomi a come potrei divenire domani.

E come potrei, riguardo al "tempo perduto", non ricordare "le petite madeleine" proustiana…e la memoria involontaria (non voluta e quindi non ragionata), evocata da un sapore…quello di un morbido dolcetto che viene offerto a Proust, inzuppato nel tè e appena lui ne sente il gusto trasale e improvvisamente comincia a ricordare di quando era piccolo e di sua zia che gli portava una madeleine, tutte le mattine al risveglio…e Proust si meraviglia nel constatare che il gusto è lo stesso ed ecco che si illumina e comprende che gusti e sapori, possono vivere così a lungo, anche quando noi stessi non ne abbiamo più memoria che i ricordi possono riaffiorare quando meno ce lo aspettiamo. A chi non capitano episodi simili!?!

10 luglio 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Tags

Claudia Magnasco

Classe 1973, nasce in Sardegna, a Nuoro e da anni vive a Sassari.Le sue passioni più grandi:lettura,scrittura e natura.Nel 2010 fonda su Facebook una pagina dedicata alla Lettura (per chi ama leggere(di claudia magnasco)).Nell’aprile 2013 la Rupe Mutevole Editore pubblica una sua raccolta di poesie intime e di aforismi sulla poesia e la scrittura,dal titolo “SensibilMente”.Realizza anche l’Ebook,”Aforismi sui libri e la lettura” (gratuito per tutti su http://it.calameo.com/books/001829574515904f9e992) e l’Ebook “Aforismi e fulmini”(gratuito per tutti su http://it.calameo.com/books/0018295749e5c0320c1b3).Nel 2012 nasce il suo personal blog www.riflessidivita.it (in collaboarazione con il sito web Aforismi.meglio.it),che ospita i suoi scritti aforistici e poetici.Tra il 2012 e il 2013 prende parte,con alcune sue poesie,alle antologie poetiche in formato Ebook,ideate e curate dal poeta Matteo Cotugno:”Un cielo di poesia” (gratuito per tutti su http://it.calameo.com/books/0018293407ebcbe364eb9) e “Alda nel cuore” (raccolta di poesie dedicate al poeta Alda Merini,gratuito per tutti su http://it.calameo.com/books/0017498131adc63247ce3).Attualmente sta lavorando al suo secondo libro di poesie,aforismi e riflessioni.

Utenti online